Indennità di disoccupazione per gli imprenditori: ecco cosa cambia ora in Svizzera

Chi gestisce un'impresa paga i contributi di disoccupazione, ma finora non poteva praticamente beneficiare di alcuna prestazione. Il Parlamento ha ora posto rimedio a questa ingiustizia.

Startups.ch-Team
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Cosa comporta la nuova normativa sull'assicurazione contro la disoccupazione (AD) per i lavoratori autonomi e i titolari di aziende?

Finora vigeva una regola chiara, ma ingiusta: chi, in qualità di imprenditore, era assunto nella propria azienda versava i contributi AD, ma non aveva un accesso effettivo alle prestazioni. Queste venivano erogate solo dopo una separazione completa dall'azienda. Il Parlamento ha ora colmato questa lacuna.

La nuova legislazione, che risale a un'iniziativa parlamentare di Andri Silberschmidt (PLR/ZH), distingue chiaramente tra due situazioni: azienda in liquidazione o meno. Si crea così per la prima volta un quadro giuridico coerente per le persone in posizione analoga a quella di un datore di lavoro.

I punti più importanti in sintesi:

  • Le prestazioni dell'ALV sono ora possibili anche senza la cessazione completa dell'attività
  • Si applicano requisiti diversi a seconda dello status dell'azienda
  • È previsto un periodo di attesa supplementare di 20 giorni
  • È richiesta una durata minima di occupazione di 2 anni nell'azienda

Perché questa riforma è così importante per i fondatori e le PMI?

La crisi del coronavirus ha messo in luce un problema strutturale: i lavoratori autonomi e le persone impiegate nella propria azienda non godevano di quasi nessuna protezione statale. Chi ha dovuto interrompere l'attività da un giorno all'altro si è spesso ritrovato senza reddito, nonostante anni di versamenti contributivi.

Questa riforma apporta vantaggi concreti:

  • Parità di trattamento: gli imprenditori godono degli stessi diritti fondamentali dei dipendenti
  • Protezione della liquidità: in situazioni di crisi si crea un cuscinetto finanziario senza dover ricorrere immediatamente alla liquidazione
  • Sicurezza nella pianificazione: criteri chiari consentono di strutturare in modo lungimirante la propria partecipazione
  • Protezione dal doppio onere: chi contribuisce deve poter beneficiare dei vantaggi – questo principio vale ora anche per i titolari di aziende

Un esempio tipico: un'imprenditrice detiene il 40% dell'azienda, non fa parte del consiglio di amministrazione e vi lavora da 3 anni. Se l'azienda non è in liquidazione, in futuro soddisferà i requisiti per ricevere l'indennità di disoccupazione.

Chi ne ha diritto? Le condizioni in dettaglio

Il diritto dipende dallo status dell'azienda.

Azienda in liquidazione:

  1. La persona non è più impiegata nell'azienda
  2. Ha lavorato lì per almeno 2 anni

Azienda non in liquidazione:

  1. Partecipazione inferiore al 50% nell'azienda
  2. Nessun seggio nel consiglio di amministrazione
  3. Meno del 33% dei diritti di voto come socio
  4. Almeno 2 anni di anzianità aziendale

In entrambi i casi si applica un periodo di attesa supplementare di 20 giorni prima che le prestazioni vengano erogate.

Consiglio pratico: chi oggi intende fondare un'azienda o strutturare le quote societarie dovrebbe tenere d'occhio questi valori soglia (50% di partecipazione, 33% dei diritti di voto) sin dall'inizio. La struttura della società è determinante per la copertura assicurativa futura.

Domande frequenti sulla nuova normativa sull'AD

Gli imprenditori devono cedere la loro attività per percepire l'AD?No – almeno non più in tutti i casi. Se l'azienda non è in liquidazione e vengono rispettate le soglie di partecipazione, le prestazioni sono possibili anche senza la cessione completa. Questa è la differenza fondamentale rispetto alla normativa precedente.

Da quando si applica la nuova normativa?Il disegno di legge è pronto per la votazione finale in Parlamento. L'entrata in vigore esatta dipende dall'ulteriore iter legislativo. Gli imprenditori dovrebbero seguire attivamente gli sviluppi.

Quanto costa questa riforma allo Stato?Il Consiglio federale prevede costi aggiuntivi di oltre 400 milioni di franchi all'anno. Per questo motivo aveva inizialmente respinto la riforma, ma il Parlamento ha avuto la meglio.

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